Joël Dicker et le buzz médiatique
Revue de presse de La Vérité sur l'Affaire Harry Quebert
Dopo il Gran premio dell’Académie française, è mancato poco perché il ginevrino Joël Dicker vincesse anche il Premio Goncourt con il suo secondo romanzo, La Vérité sur l’Affaire Harry Quebert (uscito in una coedizione romanda-parigina: L’Âge d’homme-de Fallois, 2012). Il libro del ventisettenne giurista, che conta 670 pagine, è diventato in breve tempo un best-seller (di cui una trentina di paesi hanno già acquistato i diritti di traduzione). L’opinione dei critici è divisa: alcuni parlano con entusiasmo di «thriller virtuoso» e salutano addirittura «una nuova era [...] per la scena letteraria nella Svizzera romanda» (Lisbeth Koutchoumoff su «Le Temps»), altri trovano che lo stile sia convenzionale, i dialoghi superficiali e i personaggi senza rilievo, semplici figure al servizio dell’intreccio. Aspettiamo con curiosità il seguito dell’«affaire Joël Dicker». (ej, trad. rg)