Articolo anche in: Tedesco Francese

Cinq poètes pour l'été

Jacques Roman, Sibylle Monney, Leopoldo Lonati, Sylvain Thévoz et Vahé Godel

Tempo di vacanze; perché non mettere in valigia qualche libro di poesia? Non costituiranno forse una lettura propriamente ricreativa: spesso sono malinconici,  sempre attenti alle contraddizioni dell’animo umano. Appunto! Da Jacques Roman che propone un volumetto di Notes vives sur le vif du poème («Vivaci appunti dal vero sulla poesia», N.d.T); alle Paravalanches («Paravalanghe», N.d.T.) di Sybille Money, una costruzione di parole capace di risvegliare il reale nelle nostre immaginazioni; al dolore senza ritocchi cosmetici di Leopoldo Lonati (Le parole che soLes mots que je sais), da cui ci si lascia trascinare fino alla nudità e alla luce che esso esige. Anche in De mort vive («Di morte viva», N.d.T.) di Sylvain Thévoz sgorga un dolore violento, compensato da una forza vitale poco comune. E infine, non si abbia timore a seguire Vahé Godel, che sembra essersi liberato di ogni bagaglio. Nei suoi corti componimenti, con un Chut… («Sst...», N.d.T.), ci invita ad ascoltare parole leggere, sognanti, a vivere senza pesare sul mondo, ad amare perfino il nostro progressivo dissolvimento. (fd, trad. rd)

Cinq poètes pour l'été