Il titolo dell’ultima raccolta di poesie di Flurina Badel, «tinnitus tropic», riunisce sotto un unico concetto il sole, l'esotismo, la nostalgia di posti lontani, la fecondità dei tropici e l'inquietante, irritante e irreparabile tinnito. Un titolo dai suoni e dalle immagini stridenti in cui gli opposti si scontrano e che contiene il programma dell’intera opera. Le poesie attestano una voce lirica originale e indipendente, un lavoro linguistico intenso e autocritico, un’espressione metaforica sensibile e creativa. Lettrici e lettori sono travolti in un road trip infernale attraverso le avversità e le contraddizioni della scrittura, dell’essere umano, dell’incontro con gli altri e del comportamento umano nei confronti della natura. (Rico Valär in Viceversa 14, 2020. Traduzione Carlotta Bernardoni-Jaquinta)