In Schon bald la casa della narratrice si apre sullo spazio del mondo. L’arte di Gahse, tuttavia, non è un’arte della miniatura quanto piuttosto un’arte minimalista. Di per sé l’opera parla semplicemente di un trasloco. Ordinare e svuotare le stanze rivela però un palcoscenico sul quale, con mezzi semplici, l’autrice mette in scena una rappresentazione teatrale. I veri attori della pièce sono le parole stesse. Non le grandi parole, ma le minime unità di senso. Anche questa volta, con leggerezza Zsuzsanna Gahse riesce a unire poesia e poetica attraversando le frontiere fra i generi letterari. (Samuel Moser in Viceversa 14, 2020. Traduzione Carlotta Bernardoni-Jaquinta)