Articolo anche in: Tedesco Francese

Minuit blanc

su Minuit blanc di Maxence Marchand

Dopo Narcisse évanoui (Hélice Hélas, 2017), con Minuit blanc Maxence Marchand ci offre un flusso di coscienza evanescente che ripercorre la perdita dei punti di riferimento di una voce rimasta senza appigli dopo la fine di un amore, oltre che afflitta dalla vanità dei suoi spostamenti successivi. Un’esperienza del vuoto che inventa modi di esprimere una certa nausea generazionale i cui principi, forse, non sono abbastanza radicali ma che incuriosiscono per l’utilizzo ironico del flusso di coscienza. (Aurélien Maignant in Viceversa 14, 2020. Traduzione Carlotta Bernardoni-Jaquinta)

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