Sono testi brevi, a volte brevissimi, quelli che compongono L’ultima lettera di Giovanni Soldati. Protagonisti di questi racconti-scheggia sono transfughi, pazzi, ergastolani, aspiranti suicidi, drogati, prostitute; un campionario alla Fabrizio De André che sembra in contraddizione con la prosa curata e piana di Soldati. Anche il tono a conti fatti non è cupo come pure potrebbe: per questi personaggi ai margini sembra sempre esserci una via di salvezza, di redenzione. Un libro in definitiva che non nega il lieto fine. (mf)