Cosa ci fa una «coppia di malati innamorati» a Los Alamos? Si siedono sulla terrazza, mangiano yogurt e bevono Chardonnay, parlano e stanno in silenzio, pensano e ricordano, tossiscono, sorridono e piangono. Il narratore in prima persona, in compagnia della sua Jacqueline, passa in rassegna gli abitanti della città: dal gentile poeta Bruce Litchener alla grassa e bella Gretchen Behausnig passando per l’autista di autobus Curt e la sua famiglia. Riaffiora anche un’infanzia con genitori hippie nello Schaanwald nel Liechtenstein. Tutto questo non costituisce una storia coerente, bensì un caleidoscopio linguistico di luci, colori, forme, odori e suoni: «qui regna, nel senso migliore del termine, una corrente d’aria acustica». (Ruth Gantert in Viceversa 14, 2020. Traduzione Carlotta Bernardoni-Jaquinta)