L’epigrafe di Handke in apertura della sesta raccolta di Laurent Cennamo postula che la scrittura permette di raggiungere «gli angoli sfavillanti della vita». In questa sua ricerca, il poeta alterna gioiose contemplazioni di ciò che si offre a lui e nostalgia per quello che sente essere perduto. Fa apparire, come in trasparenza, immagini inedite, serie e ludiche allo stesso tempo, dove oggetti umili affiancano illustri figure tutelari e dove la cultura popolare si mescola alle referenze classiche. Mai futili, queste poesie commuovono per la loro fragilità, convincono per la loro giustezza, e brillano di un bagliore a tratti oscuro. (Claudine Gaetzi in Viceversa 12, trad. cbj)