Il primo romanzo della ginevrina Carole Allamand è stato definito dalla critica un road movie letterario. Vi si viaggia per risolvere lo strano caso di Camille Duval, illustre autore svizzero immaginario, che ha scritto dei capolavori durante il suo esilio in America del nord. Seguiamo una giovane ricercatrice svizzera attraverso avvenimenti storici (11 settembre) o personali. Anche se i colpi di scena non mancano, thriller e letteratura non si uniscono in un bagno di sangue. Anzi, il tratto dell’autrice è persino satirico di fronte al mondo universitario o alla relazione madre-figlia, su cui getta uno sguardo feroce. La penna si fa invece più tenera per il ritratto di un’orsa, seconda eroina del romanzo. Pittoresco e divertente, il racconto può anche dirsi impegnato, sebbene lo sia più per la causa degli animali che per quella degli scrittori e dei loro ghost writers.
(Elisabeth Vust in «Viceversa letteratura», n. 8, 2014)