Yves recita l’elogio funebre del migliore amico Kaspar Kaiser, morto prematuramente in Nepal. Il morto, scrittore che si occupa di necrologi per professione, s’infastidisce sin dalle prime frasi. A suo avviso, quanto viene detto è piatto e non corrisponde al vero. Per ovviare al malinteso Kaspar comincia a scrivere un curriculum che consegna all’amico frase per frase. Questa «necro-novella» di Heimgartner conduce il lettore in un carosello di inganni e equivoci. Con una scrittura ritmata e spiritosa, l’autore fa il ritratto di un «eterno ragazzo». Le due parti principali, tuttavia, non sono perfettamente in equilibrio; se il filo conduttore della presunta crisi è piuttosto lungo e diretto, il trompe l'œil narrativo avrebbe potuto riservare ulteriori sorprese. Che Kaspar si sia illuso di poter fare meglio? (Beat Mazenauer, tradotto da Carlotta Bernardoni-Jaquinta)