La storia di Alba, Jack, Gerold e dei loro compagni di avventure ci riporta indietro agli anni settanta-ottanta, quando il boom economico fa delle vittime tra i suoi propri figli. I tre si comportano con nonchalance, ma in realtà sono disperati. Partono da casa e vanno a Zurigo, ma l’AJZ – il centro giovani autogestito – viene chiuso. Le droghe scaldano, ma solo finché dura l’effetto. Nel suo romanzo d’esordio, Ich bin die, vor der mich meine Mutter gewarnt hat, Demian Lienhard descrive la vita dei giovani adulti della provincia che cercano la libertà in città. Dietro l’informale disinvoltura del racconto di Alba si cela una profonda mancanza di dimora esistenziale. (Beat Mazenauer in Viceversa 14, 2020. Traduzione Carlotta Bernardoni-Jaquinta)