Le poesie raccolte in I cerini dell’anima di Ugo Petrini, primo volume della collana Matura delle edizioni Alla chiara fonte, sono chiarori della memoria che barbagliano, da dove «non è mai tornato nessuno» e che evocano parole e cose come spiragli di luce-letizia. Nella prima sezione, omonima alla raccolta, fuochi fatui di ombre care che si riaffacciano improvvise nel presente da sepolcri dichiaratamente foscoliani, parlano e poi ritornano nel buio. Nella seconda sezione, Portare la luce, difendere il buio, la ridondanza semantica di luce e ombra si intreccia in una lotta dai toni profetici «fino al prossimo squinterno dei giorni». L’ultima sezione, Luminoso/Numinoso, propone l’esercizio ardito dell’ecfrasis: poesia dedicata ad opere di pittori che hanno fatto della luce la declinazione essenziale della loro arte. (Joel F. Vaucher-de-la-Croix in Viceversa 14, 2020)