La nuova raccolta di poesie s’inserisce perfettamente nella produzione poetica fin qui nota di Klaus Merz. Il poeta palesa una volta di più il suo debole per le piccole cose quotidiane e per i ricordi biografici. Adora raccontare in maniera poetica osservazioni volanti e storielle prive di preziosità, senza ricorso a metafore mirabolanti o a locuzioni ricercate. Per quanto queste poesie paiano strane e sorprendenti, esse sanno sempre farsi apprezzare e capire attraverso l’esperienza sensuale. Il risultato è leggero e aereo, e tuttavia rivela una profondità di emozioni. Le poesie di Merz mirano «all’aperto», nel quale il lettore è invitato a seguire l’autore. (Beat Mazenauer in Viceversa Letteratura 11, 2017)