Due donne tengono sotto osservazione un vulcano. Sotto i loro piedi la terra sbuffa e ribolle. Birke e la narratrice misurano, annotano, documentano e archiviano – ma perché e per chi? Das Observatorium racconta le loro osservazioni all'interno di una topografia irrealmente vuota, che a tratti ricorda gli scenari di Beckett. Se gli eventi scarseggiano, tanto più l'autrice sorveglia la lingua, che mostra grande accuratezza e una precisa volontà stilistica. Il ribollire e scintillare dell'ambiente vulcanico è abilmente rispecchiato nella prosa. Ciò che conta è il vedere – e che il proprio spirito resti libero e «selvaggio». (bm, trad. ec)