Tra il 15 e il 16 febbraio 1966, 17 persone, per la maggior parte operai italiani, muoiono sul cantiere idroelettrico di Robiei, uccise dal gas tossico che ristagna in un cunicolo in costruzione. È l'incidente sul lavoro più grave mai capitato nella Svizzera italiana. L'autore, che in veste di giornalista si è occupato in passato della vicenda, le dedica ora un romanzo in cui, alla ricostruzione precisa dei fatti, aggiunge riflessioni varie: sulla memoria umana che tramanda e plasma i ricordi, sul lutto, privato e pubblico, sul paesaggio, testimone silenzioso della Storia. Cielo di stelle non è un libro-inchiesta: la lingua dimostra una continua tensione stilistica e il tono della narrazione, mai scandalistico, è delicato e carico di pietas.
(Matteo Ferrari, "Viceversa Letteratura" n. 12, 2018)