Allo sceneggiatore distinto col Premio di Onore delle Giornate di Soletta (2016) e performer letterario all’interno del gruppo Bern ist Überall Antoine Jaccoud, non c’è niente che piace di più che mettere in avanti la voce. Fa sentire la voce della gente comune intrisa nella comodità moderna e fa russare le loro parole colpite nell’angolo del buonsenso, finché lo scherzo abbia risvolti tragici.
Dopo Country (2016) pare un monologo che viene appena portato in scena al Teatro di Vidy, Adieu aux bêtes. Questo breve testo critica un paradosso della natura umana e offre una squisita fantascienza. In un momento in cui vegan e antispecisti si ribellano, gli animali se ne sono andati via. Gli uomini si ritrovano tra di loro. Eppure, erano quindici mila anni che vivevano in buona armonia con le bestie, amando tanto coccolarle quanto mangiarle. (Marianne Brun, traduzione Festa Camaj)